Quando la logistica è vulcanica: Rossella Liuccio

C’è un termine preciso nella lingua inglese che in italiano non ha la sfumatura che riesce a dargli il linguaggio anglofono: accountability. Chi ha accountability va oltre la formalità del proprio incarico ma dà l’esempio e guida verso il risultato comune. A questo esatto profilo corrisponde Rossella Liuccio – Operations Coordinator – una delle risorse più longeve in Torello.
Rossella ha letteralmente costruito da zero il suo lavoro rispetto a chi entra oggi in azienda come figura definita. Anche l’azienda stessa, quando è stata assunta, stava trovando il suo assetto. Gli incontri migliori a volte sono il risultato di un aspettarsi e venirsi incontro. 
Questa che vi raccontiamo è una storia da tutt’altra prospettiva.

Il rapporto con Torello. Quando è nato e come si è evoluto.

Sono di Montoro e lavoro da quasi 15 anni con Torello. Ho iniziato qui perché era vicino casa, frequentavo la facoltà di lingue e, avendo fatto esperienza con una piccola azienda di spedizioni che mi era molto piaciuta, ho voluto provare. Te la racconto così. Ho fatto un colloquio informale con Umberto, all’epoca sotto casa sua, di fronte all’officina. Da quel momento, quanto l’ho vista cambiare questa azienda! Dal secondo, terzo anno si è innescata una crescita enorme, senza sosta. Se fino ad allora Torello era vista come una piccola azienda familiare, con l’apertura delle varie sedi, l’head office di Montoro, poi Senec, Piacenza… che coincidono con l’apertura di business unit molto precise, c’è stata una crescita esponenziale che ha segnato un cambiamento importante. 

Io, proprio come loro, non avevo pregiudizi perché non li conoscevo, anzi pensavo si trattasse di tutt’altro tipo di lavoro, non avevo tanti obiettivi. Poi ho iniziato a conoscere me, a credere in me stessa, a cosa potevo fare, dove potevo arrivare e ho scoperto che dall’altro lato c’erano persone pronte a darmi campo libero, opportunità, strumenti. Se ho avuto dalla mia parte carattere, forza e voglia di fare, da parte loro ho ricevuto tanta stima. 

Mi piace il rapporto con i Torello perché è basato sulla chiarezza. Insomma ti fanno capire che se vuoi crescere devi saper assumerti le tue responsabilità.

Tre aggettivi per Torello

Solida. Io non la vedo un’azienda familiare, né allargata. Mi spiego meglio. Torello è per me un’azienda molto strutturata proprio al pari delle grandi realtà della logistica, con le stesse possibilità e capacità. Né più né meno.  

Umile. Intendo nelle origini e nel modo di fare. Il fatto di mantenere e credere in valori saldi, nonostante la crescita, dà e ispira fiducia. Credo che tante persone seguono l’azienda anche per questo, perché traspare.

Dinamica. Torello ha orizzonti belli ampi. Qui puoi fare davvero tanto ma devi evitare la staticità, non bisogna adagiarsi in maniera abitudinaria, essere aperti alle novità e metterle in pratica, non dare nulla per scontato. Soprattutto mantenere un pizzico di umiltà. Ecco, con impegno e umiltà si cresce. Vedo questi tre aggettivi intimamente correlati. 

Il ruolo ricoperto. Responsabilità e visione personale.

Qui ho fatto tutto, iniziando dalla gavetta. Attualmente mi occupo dell’organizzazione del mio reparto. Faccio programmazione, mi occupo della pianificazione in export e da qualche mese abbiamo iniziato un progetto di sviluppo intermodale che sto seguendo da molto vicino. Si, sono molto cresciuta. Da discente a formatrice ho capito che dovevo essere io ad impostare “le relazioni”, a creare tempi e ritmi con le persone che mi venivano affidate. Umberto Torello mi affidava i neoassunti appartenenti al mio ufficio dicendomi “se riescono a tenere i tuoi tempi vanno bene”.

Ecco, i tempi. Si parla sempre di inclusione e diversità, credi che in qualche modo il tuo essere donna abbia influenzato positivamente i tuoi tempi lavorativi?

Lavorare nella logistica richiede molto tempo e si è portati a pensare che sia un settore più associato agli uomini. Non è vero, la logistica è una disciplina a cui possono approcciare tutti. Certo essere una persona organizzata – come mi riconoscono – mi ha dato la possibilità di conciliare vita lavorativa e privata. Mi è stata dimostrata disponibilità e così sono stata messa nelle condizioni di ripagare la fiducia.

Dalla tua esperienza, che consiglio daresti a chi si affaccia in azienda?

Bisogna avere la sensibilità di fiutare il cambiamento, di comprendere fino a dove spingersi consapevoli delle proprie possibilità. Pianificare, trovare soluzioni, agire che poi è il mio lavoro. Sono convinta che i risultati cambiano e arrivano anche a seconda delle qualità umane. Una qualità su tutte? Restare umili, che non vuol dire essere remissivi o sempre accondiscendenti, significa testa alta e piedi ben piantati a terra! 
Consapevoli ma mai presuntuosi perché la presunzione porta a considerarsi indispensabilee se proprio c’è una caratteristica che va in direzione contraria alla crescita è la convinzione di essere insostituibili.

Sceglieresti ancora questo lavoro?

Sceglierei ogni giorno questo lavoro perché mi dà l’energia giusta, mi rende viva, carica e non mi fa pesare impegni e responsabilità anzi, mi rende fiera della mia persona. Ed è esattamente cosa mi aspetto e cosa deve garantire un lavoro. 

Decisiva tanto nel privato quanto nel professionale.